“In sella tra informazione e stile di vita”. Giovanni Battistuzzi, giornalista e “padre” di Girodiruota

Inizialmente un blog, ancora attivo e che è diventato anche un libro, poi un rubrica su Il Foglio. Girodiruota, è un’idea di Giovanni Battistuzzi, trentatré anni, qualche bicicletta e un po’ di chilometri in sella. Prima di arrivare a Il Foglio, da circa quattro anni, ha fatto il barista, il cuoco, il ciclomeccanico e ha seguito due Giri d’Italia per conto suo. Si occupa di ciclismo e di biciclette da una mezza dozzina di anni, da quando gliene hanno regalato una. Era il 1990, Gianni Bugno vinceva la Milano-Sanremo e il Giro d’Italia e Claudio Chiappucci rischiava di vincere il Tour de France.

Come nasce Girodiruota e perchè, un blog che diventa un libro e poi una rubrica su una testata nazionale?

Già, un blog che si è tramutato in un libro. Non so perché lo chiamai così, forse solo perché suonava bene. Era il resoconto di un viaggio. Tre settimane da Napoli a Brescia durante il Giro d’Italia 2013, il primo di Vincenzo Nibali. Tre settimane a pedalare lontano dal Giro, tra “bar dello sport” e strade trafficate, per vedere a che punto era la passione degli italiani. Il blog è continuato, sempre con lo stesso nome, prima tra i tanti dispersi nella rete, poi sulle colonne del Foglio. L’obbiettivo è rimasto lo stesso, raccontare il ciclismo dal punto di vista della bicicletta.

Girodiruota è nato un po’ per caso come era nata per caso l’idea dell’anno prima: seguire il Giro d’Italia coi treni regionali. Tutto partì da una battuta al telefono con un mio amico: “Stai a vedere che inseguo il Giro coi treni”. Ci andai davvero. L’anno dopo la storia si ripeté: “Stai a vedere che lo faccio in bicicletta”. Partii anche quella volta.

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(Il Salto 25/03/2018)