In cerca di fortuna, i lavori degli italiani a Lisbona

Portogallo, Spagna e adesso anche l’Italia. Sempre più giovani (laureati e non) se ne vanno all’estero a cercare fortuna e opportunità di lavoro, ormai sempre più difficili da trovare nei Paesi del Sud Europa, invischiati come sono in una crisi economica che sta rimodulando stili di vita e comportamenti delle nuove generazioni. Succede però che alcuni italiani, invece di trasferirsi nelle mete più ambite – Berlino, Londra, New York – e in quelle nazioni definite emergenti fino a qualche anno fa – Cina e Brasile ad esempio – si ritrovano in Portogallo e per la precisione a Lisbona, capitale della penisola lusitana.

E tra di loro, c’è chi ce l’ha fatta ad affermarsi. Anche in uno dei territori europei più in colpiti dal terremoto economico degli ultimi anni.

«La verità è che prima di finire su una rivista conosciuta in Portogallo come Sabado e sulla televisione, eravamo in strada e nelle piazze con il nostro fornelletto». Michele Magno detto Mino, quasi 30 anni, e Andreas Santonico, 35 anni, ora sono conosciuti in tutto il Paese per la loro pizza. Hanno cominciato per gioco a casa loro, cucinando per gli amici, poi si sono resi conto che poteva diventare un’attività imprenditoriale. Hanno iniziato andando in giro per le strade e per le piazze di Lisbona, in particolare nei miradorous (“terrazze” situate in diversi punti delle città dove la vista della capitale portoghese è unica). Poi si sono detti: «Perché non andiamo a casa delle gente a cucinare la pizza e altri piatti tipici italiani?».

Nasce così “Uma pizza em companhia”. Andreas, romano con mamma svedese, ha vissuto per tanti anni in campagna vicino a Parma, dove ha imparato l’arte del forno a legna, mentre Mino in Italia lavorava come grafico e quando ha conosciuto Andreas a Lisbona ha cominciato ad apprendere l’arte di fare la pizza.

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(Linkiesta 28/08/2013)