La vita “normale” in Portogallo: Dulce Maria Cardoso

Cascais dista circa una trentina di chilometri da Lisbona ed è situata sulla costa atlantica, fino a prima dell’inizio della pandemia, era uno dei luoghi più cosmopoliti e turistici del Portogallo, tuttavia ha sempre avuto una storia importante fin da quando il re D. Luís I scelse la baia come residenza estiva, alla fine del XIX secolo. In uno splendido e solare pomeriggio, qui il clima è mite e senza precipitazioni per buona parte dell’anno, abbiamo incontrato e intervistato la scrittrice portoghese Dulce Maria Cardoso, proprio a Cascais, città dove vive attualmente. Nata in Portogallo nel 1964, ha trascorso parte della sua infanzia in Angola (lei e la sua famiglia sono dei retornados, nome dato ai cittadini portoghesi che dovettero tornare in patria dopo l’indipendenza delle ex colonie africane) il suo ultimo romanzo, è uscito in Italia alla fine dello scorso luglio, Eliete. La vita normale (tradotto da Daniele Petruccioli ed edito da Voland).

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Pepetela, scrittore angolano ed ex guerrigliero

Arthur Carlos Maurício Pestana dos Santos, più noto con lo pseudonimo di Pepetela (“ciglia”in lingua umbundu, è stato il suo nome di battaglia durante la guerra coloniale) è una delle voci letterarie più autorevoli dell’Africa contemporanea. Nato a Benguela, in Angola, nel 1941, lo scrittore è di famiglia di origine portoghese ma ha abbracciato sin da giovanissimo le istanze indipendentiste del suo paese. Sin dalla guerra di indipendenza, durata 13 anni, Pepetela ha militato nell’MPLA (Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola – Partito del Lavoro), il partito sostenuto da Cuba e Unione sovietica che ha combattuto prima i portoghesi e poi, in una lunghissima guerra civile, durata fino al 2002, i partiti dell’UNITA e del FNLA, appoggiati da Stati Uniti, Zaire e Sudafrica.

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