Piena – libri persone visioni. È nata una libreria italiana a Lisbona

Da sx a dx: Elisa e Sara. Foto di Claudia Missaggia

L’inaugurazione ufficiale è stata lo scorso venerdì 24 giugno. Piena -Libri ● Persone ● Visioni- è la prima libreria italiana a Lisbona. Una libreria indipendente dove trovare romanzi, racconti e saggi di autrici e autori italiani e libri stranieri tradotti in italiano.

«Sapevamo che in passato ne esisteva già una in città, ma che nel 2011 chiuse a seguito della crisi. Era un periodo dove c’erano già diversi italiani a Lisbona, ma riteniamo che oggi vi siano molti più connazionali rispetto agli ultimi anni».

Sara ha deciso così di iniziare quest’avventura imprenditoriale insieme ad Elisa, amiche e socie della libreria. Si sono conosciute su Instagram nell’autunno del 2020, durante uno dei periodi peggiori in Portogallo a causa della pandemia. Sara, ha studiato Filosofia ed è una web editor per un’agenzia di comunicazione ed editor freelance. Mentre Elisa, che vive da più tempo a Lisbona, è laureata in Architettura. È stata una delle socie di Mani Pasta, un progetto di comunicazione, ludo-linguistica tra cibo e cultura.

Si sono incontrate la prima volta dal vivo a marzo 2021. Il loro incontro è stato decisivo per la nascita di #Azuleggo, un gruppo di lettura. L’idea era quella di tornare ad incontrarsi dopo mesi di isolamento, discutere di libri e riappropriarsi degli spazi della città.

Nasce un’amicizia che porta alla nascita di un rifugio per bibliofili

Le due amiche hanno poi subito pensato alla possibilità di aprire una libreria italiana a Lisbona. Ma si sono prese del tempo per conoscersi meglio e capire che tipo di risposta poteva esserci intorno ad un’attività e ad una proposta culturale di questo tipo. Alla fine Sara ed Elisa si sono convinte che la loro l’idea non era poi così folle. E dall’immaginazione ai fatti. Iniziano così i lavori per trasformare un’idea in un progetto concreto. La società viene costituita nel marzo di quest’anno. La libreria viene inaugurata lo scorso venerdì 24 giugno.

«Piena -Libri ● Persone ● Visioni- è una libreria indipendente. Ma come dice il sottotitolo, è anche uno spazio che vuole mettere al centro le persone e loro visioni» spiegano Sara ed Elisa. «Quello che ci interessa è lo scambio tra la comunità, non solo italiana. Abbiamo in mente eventi letterari e non solo. Organizzeremo eventi dedicati all’arte, al disegno e ad altre forme d’arte, figurative e non. Tutto ciò che riguarda la creatività e che ci stimola e ci incuriosisce».

Le coordinate della libreria

Maggiori informazioni sulla libreria si possono trovare sul sito www.pienalibreria.com

È possibile ordinare i titoli già presenti in questo nuovo spazio culturale e quelli non ancora disponibili. Piena -Libri ● Persone ● Visioni- è presente anche sui social network.

Ma Sara ed Elisa aspettano tutti nella loro libreria in Rua Cavaleiro de Oliveira 51 B, quartiere Arroios, ovviamente a Lisbona.

Pubblicato su Leggo Algarve (27/06/2022)

Nova Lisboa. Razzismo e abitazione in Portogallo

Questo reportage, realizzato insieme a Luca Onesti, è uscito su Frontiere News il 12-12-2021, lo trovate qui in versione multimediale con diverse foto di Onesti.

«Noi possiamo essere della città o stare nella città, e le due cose sono importanti perché una persona si senta cittadina in uno spazio geografico, qualunque esso sia. Ma la maggior parte delle volte quello che succede, specialmente con i migranti, è che non sono della città ma soltanto stanno nella città».

Mamadou Ba, dirigente e attivista di SOS Racismo, associazione nata a Lisbona all’inizio degli anni Novanta, ritiene che per comprendere meglio il razzismo in Portogallo ci sia bisogno di riferirsi alle politiche pubbliche in aree diverse come quella dell’abitazione, dell’educazione, della sanità e della giustizia sociale. Ad esempio, l’offerta del servizio sanitario nazionale nelle diverse zone dell’area metropolitana di Lisbona si differenzia per qualità e accessibilità.

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Lisbona è bohémien. Se sai dove guardare

Fabio Rossi ha 37 anni e un curriculum poco brillante quando, nel 2013, decide di andare a vivere per un po’ a Lisbona: studente “fuori corsissimo” e bocciato per due volte alle medie e al liceo, vanta una lunga storia di lavori sottopagati e casuali tra cui quello di giornalista free lance. Sceglie la capitale portoghese per disperazione ma se ne innamora a mano a mano che si addentra nella storia e nei quartieri più snobbati e periferici, nei suoi protagonisti sconosciuti alla storiografia ufficiale e nelle zone che vivono di doppia vita: brillante in apparenza ma anche centro di spaccio e sex workers. L’appartamento scalcinato nel quartiere dell’Alfama in cui trascorre i primi anni è un punto di partenza per scandagliare zone come Mouraria in cui la composizione sociale di pensionati portoghesi e immigrati asiatici e africani è stata per parecchio un deterrente alla gentrificazione. Fabio Rossi è l’alias di Daniele Coltrinari che, tornato in Italia nel 2017, continuerà a fare avanti e indietro da Lisbona che troverà sempre più addomesticata dal turismo. E su cui ha scritto di recente questo libro asciutto e anticonvenzionale dove la sua avventura molto bohémienne si mescola con quella della capitale ma anche di tanti europei che nella capitale lusitana hanno trovato un senso, ognuno a suo modo.

di Gabriella Saba, Il Venerdì di Repubblica, 17-12-2021

Quei favolosi miradouros e anni ’60

Qualche settimana prima che il mio futuro ex coinquilino lasciasse la città decidemmo di organizzare una despedida, un festa di addio. C’eravamo dati appuntamento alle sette di sera in uno dei diciannove miradouros ufficiali, uno dei terrazzi più popolari e conosciuti della città e uno dei tanti punti panoramici dove si osservavano il Ponte 25 de Abril che attraversava il Tejo da una sponda all’altra e il Cristo Rei, statua che si ergeva dall’altra parte del fiume. Arrivai con Marco con mezz’ora abbondante di ritardo. João e Daniela erano già lì, Cecília invece non si presentò, ci inviò dopo qualche ora un messaggio per farci sapere che non si sentiva molto bene. Il miradouro di Santa Caterina era chiamato da chi lo frequentava anche l’Adamastor: il soprannome era dovuto alla presenza di una statua collocata al centro di questa splendida terrazza vista Tejo, raffigurante un gigante basato sulla mitologia greca, creatura inventata dalla fantasia di Luís de Camões nel poema epico Os Lusíadas, l’Adamastor, appunto. Continua a leggere “Quei favolosi miradouros e anni ’60”

Cinquant’anni con le canzoni di José Afonso

Zeca Afonso, foto tratta dalla pagina facebook Associação José Afonso

José Afonso detto anche Zeca Afonso, è il cantautore che più di ogni altro è associato alla Rivoluzione dei garofani; la trasmissione della sua canzone Grândola vila morena da parte di Rádio Renascença, diede il segnale, poco dopo la mezzanotte, ai militari di far partire il colpo di Stato che metterà fine alla dittatura portoghese. Iniziava così il 25 aprile del 1974 e ancora oggi Grândola risuona nelle strade di Lisbona durante le manifestazioni di piazza; nel 2014, per il quarantennale della rivoluzione portoghese, ebbi la possibilità di recarmi insieme a un collega alla sede lisboeta della Associazione José Afonso. José Rodrigues, della direzione dell’associazione, ci spiegò che c’erano altri sette nuclei sparsi in tutto il Paese e che la sede principale si trovava (ancora oggi) a Setúbal, la città in cui José Afonso è morto. Continua a leggere “Cinquant’anni con le canzoni di José Afonso”