Lisbona, una capitale in crisi di identità

Nella foto Rita Silva al centro insieme ad altre attiviste di Habita

Almeno 100 mila nuovi appartamenti in tutto il Portogallo di proprietà dello stato da affittare alle famiglie meno abbienti a prezzi accessibili, tra i 150 euro e i 500 euro mensili. È stato uno dei punti programmatici della campagna elettorale del BE (Bloco de esquerda) partito che domenica scorsa 6 ottobre, si è riconfermato terza forza del paese con il 9,67% dei voti. Il Be ha dichiarato di essere disponibile a ripetere l’esperienza della scorsa legislatura, la cosiddetta Geringonça, l’accordo programmatico che ha visto al governo il Partito Socialista (vincitore di queste ultime elezioni ma senza avere la maggioranza minima dei seggi per governare da solo) con l’appoggio esterno dei comunisti e del Bloco. Non sappiamo ancora se questa formula si ripeterà anche nei prossimi anni, quello che invece è certo è la “questione abitativa”, diventato un vero problema per molto famiglie, soprattutto nella capitale portoghese.

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Lisboom. E quella gentrificazione che sta cancellando Lisbona

Foto tratta dalla pagina facebook dell’artista Andrea Tarli

«Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto», scriveva Antonio Tabucchi nel suo romanzo capolavoro Sostiene Pereira, (è uscito recentemente nei Meridiani un’edizione con tutte le sue opere, scritti editi e inediti). Esiste ancora la Lisbona lucente e decadente raccontata nello splendido Lisbon Story di Wim Wenders? La Lisbona di Fernando Pessoa, della fadista Amália Rodrigues e del Fado, è cambiata tanto e cambia sempre di più. È sempre più mercificata, standardizzata, sta diventando simile a tante altre capitali europee.

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Una nuova Lisbon story contro la gentrification

Madonna seduta su una delle scalinate di Lisbona – tratto dal profilo Instagram di Madonna

«Ho visto Madonna in quel locale dove si suona dal vivo e fanno jam session, quello dove vai spesso te, ci credi?». Mi è arrivato qualche settimana fa un WhatsApp alle 3 di notte da un amico; visto il contenuto, non mi sono sorpreso più di tanto. Avevo letto qualche mese prima su un quotidiano sportivo che la signora Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, per stare vicino al figlio David Banda di 11 anni, ora nelle fila del settore giovanile del Benfica, storica squadra della città, avesse deciso di trasferirsi a Lisbona. Su un giornale di gossip portoghese, poi, ho anche letto abbastanza recentemente che la popstar internazionale, famosa dai primi anni ’80 quando cantava Like a Virgin, ha acquistato a Sintra, a pochi chilometri dalla capitale portoghese, uno storico castello del XVIII secolo.

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40 anni dopo torna in Portogallo, la storia del fotografo toscano Stefano Pacini

La prima volta fu nel 1975, la seconda quasi quarant’anni dopo, nel 2014. Stefano Pacini, fotografo toscano, ha fotografato la rivoluzione dei garofani in Portogallo, il movimento rivoluzionario e creativo degli anni ’70, le strade di Genova 2001, i campi Rom e la distruzione bellica della ex Jugoslavia. La sua opera fotografica è stata esposta a Cuba, in Bosnia e in Portogallo. Il suo ultimo libro è Noi sogniamo il mondo. Abbiamo incontrato e intervistato Stefano Pacini.

A revolução está na rua è una mostra itinerante delle tue foto che dallo scorso anno, dopo l’esordio a Lisbona, ancora oggi gira per diverse città del Portogallo.

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Il Benfica contro la maledizione

Domani si gioca a Torino la finale di Europa Uefa League e la squadra allenata da Jorge Jesus, per la seconda volta consecutiva proverà a conquistare il trofeo. Lo scorso anno perse negli ultimi minuti contro il Chelsea. Il club di Lisbona, dopo aver eliminato in semifinale la Juventus, per aggiudicarsi l’Uefa League, dovrà battere un avversario molto difficile. Non il Siviglia, l’altra finalista, ma Béla Guttmann e la sua maledizione. Il tecnico ungherese vincitore dell’ultimo trofeo internazionale con il Benfica, correva l’anno 1962, lanciò infatti un anatema dopo che la squadra lusitana vinse la sua seconda Coppa dei Campioni di fila (aveva trionfato contro il Barcellona l’anno precedente) battendo nella finale disputata ad Amsterdam il Real Madrid. Le due coppe dei campioni vinte dal Benfica. Continua a leggere “Il Benfica contro la maledizione”