Voci d’Aprile: intervista a Gianfranco Ferraro

Quest’intervista a Gianfranco Ferraro, ricercatore al Centro di Studi Globali dell’Universidade Aberta de Lisboa e autore di Voci d’aprile in Portogallo, un volume in uscita per Edizioni ETS, è stata gia’ pubblicata su Iberica,

Adesso la trovate anche qui, buona lettura.

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

La libertà è l’arte di non essere governati, come direbbe Michel Foucault: ha a che vedere con noi stessi, con il modo con cui ci riflettiamo, come su uno specchio, nella nostra interiorità.

Dunque, questo libro cerca una risposta alla domanda filosofica: perché, dopo quarant’anni e passa di dittatura, il popolo portoghese sceglie nel 1974 di “non essere più governato” in quel modo, unendosi a un’operazione militare, l’operazione “Fim de regime”, che rovescia il governo di Marcelo Caetano? Continua a leggere “Voci d’Aprile: intervista a Gianfranco Ferraro”

Se Lisbona non è un’assurda speranza

Abbiamo incontrato Daniele Coltrinari, autore di un romanzo breve dal titolo “Lisbona è un’assurda speranza (Scatole Parlanti, maggio 2021) e di altre opere, per parlare con lui di come è stata negli ultimi anni la capitale portoghese e di come potrebbe essere nel prossimo futuro

Daniele Coltrinari lo scorso anno, a maggio, usciva il tuo “Lisbona è un’assurda speranza”. Partiamo da qui, perchè questo titolo e che legame hai con questa città?

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Piena – libri persone visioni. È nata una libreria italiana a Lisbona

Da sx a dx: Elisa e Sara. Foto di Claudia Missaggia

L’inaugurazione ufficiale è stata lo scorso venerdì 24 giugno. Piena -Libri ● Persone ● Visioni- è la prima libreria italiana a Lisbona. Una libreria indipendente dove trovare romanzi, racconti e saggi di autrici e autori italiani e libri stranieri tradotti in italiano.

«Sapevamo che in passato ne esisteva già una in città, ma che nel 2011 chiuse a seguito della crisi. Era un periodo dove c’erano già diversi italiani a Lisbona, ma riteniamo che oggi vi siano molti più connazionali rispetto agli ultimi anni».

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Nova Lisboa. Razzismo e abitazione in Portogallo

Questo reportage, realizzato insieme a Luca Onesti, è uscito su Frontiere News il 12-12-2021, lo trovate qui in versione multimediale con diverse foto di Onesti.

«Noi possiamo essere della città o stare nella città, e le due cose sono importanti perché una persona si senta cittadina in uno spazio geografico, qualunque esso sia. Ma la maggior parte delle volte quello che succede, specialmente con i migranti, è che non sono della città ma soltanto stanno nella città».

Mamadou Ba, dirigente e attivista di SOS Racismo, associazione nata a Lisbona all’inizio degli anni Novanta, ritiene che per comprendere meglio il razzismo in Portogallo ci sia bisogno di riferirsi alle politiche pubbliche in aree diverse come quella dell’abitazione, dell’educazione, della sanità e della giustizia sociale. Ad esempio, l’offerta del servizio sanitario nazionale nelle diverse zone dell’area metropolitana di Lisbona si differenzia per qualità e accessibilità.

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Lisbona è bohémien. Se sai dove guardare

Fabio Rossi ha 37 anni e un curriculum poco brillante quando, nel 2013, decide di andare a vivere per un po’ a Lisbona: studente “fuori corsissimo” e bocciato per due volte alle medie e al liceo, vanta una lunga storia di lavori sottopagati e casuali tra cui quello di giornalista free lance. Sceglie la capitale portoghese per disperazione ma se ne innamora a mano a mano che si addentra nella storia e nei quartieri più snobbati e periferici, nei suoi protagonisti sconosciuti alla storiografia ufficiale e nelle zone che vivono di doppia vita: brillante in apparenza ma anche centro di spaccio e sex workers. L’appartamento scalcinato nel quartiere dell’Alfama in cui trascorre i primi anni è un punto di partenza per scandagliare zone come Mouraria in cui la composizione sociale di pensionati portoghesi e immigrati asiatici e africani è stata per parecchio un deterrente alla gentrificazione. Fabio Rossi è l’alias di Daniele Coltrinari che, tornato in Italia nel 2017, continuerà a fare avanti e indietro da Lisbona che troverà sempre più addomesticata dal turismo. E su cui ha scritto di recente questo libro asciutto e anticonvenzionale dove la sua avventura molto bohémienne si mescola con quella della capitale ma anche di tanti europei che nella capitale lusitana hanno trovato un senso, ognuno a suo modo.

di Gabriella Saba, Il Venerdì di Repubblica, 17-12-2021