Voci d’Aprile: intervista a Gianfranco Ferraro

Quest’intervista a Gianfranco Ferraro, ricercatore al Centro di Studi Globali dell’Universidade Aberta de Lisboa e autore di Voci d’aprile in Portogallo, un volume in uscita per Edizioni ETS, è stata gia’ pubblicata su Iberica,

Adesso la trovate anche qui, buona lettura.

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

La libertà è l’arte di non essere governati, come direbbe Michel Foucault: ha a che vedere con noi stessi, con il modo con cui ci riflettiamo, come su uno specchio, nella nostra interiorità.

Dunque, questo libro cerca una risposta alla domanda filosofica: perché, dopo quarant’anni e passa di dittatura, il popolo portoghese sceglie nel 1974 di “non essere più governato” in quel modo, unendosi a un’operazione militare, l’operazione “Fim de regime”, che rovescia il governo di Marcelo Caetano? Continua a leggere “Voci d’Aprile: intervista a Gianfranco Ferraro”

Cultura e resistenza basca: Bernardo Atxaga

È considerato il maggior scrittore basco vivente e ha vinto numerosi premi, come ad esempio il Grinzane Cavour e il Mondello, nel 2019 gli è stato conferito il Premio Nazionale delle lettere dal Ministero della Cultura Spagnola; Bernardo Atxaga, alla fine del 2020 è tornato sulle librerie italiane con Obabakoak a quasi trent’anni dalla prima edizione italiana edita da Einaudi. Pubblicato in una nuova veste grafica e con una traduzione aggiornata, Obabakoak, oltre a essere impreziosito da una nota di Sonia Piloto Di Castri (ha curato la prima traduzione per Einaudi e la revisione per la nuova edizione edita da 21lettere) vede al suo interno anche una riflessione finale dello scrittore sulla tradizione culturale basca. Abbiamo intervistato Bernardo Atxaga per il Pickwick, grazie alla disponibilità dello stesso autore e di 21lettere, giovane casa editrice indipendente di Modena.

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La vita “normale” in Portogallo: Dulce Maria Cardoso

Cascais dista circa una trentina di chilometri da Lisbona ed è situata sulla costa atlantica, fino a prima dell’inizio della pandemia, era uno dei luoghi più cosmopoliti e turistici del Portogallo, tuttavia ha sempre avuto una storia importante fin da quando il re D. Luís I scelse la baia come residenza estiva, alla fine del XIX secolo. In uno splendido e solare pomeriggio, qui il clima è mite e senza precipitazioni per buona parte dell’anno, abbiamo incontrato e intervistato la scrittrice portoghese Dulce Maria Cardoso, proprio a Cascais, città dove vive attualmente. Nata in Portogallo nel 1964, ha trascorso parte della sua infanzia in Angola (lei e la sua famiglia sono dei retornados, nome dato ai cittadini portoghesi che dovettero tornare in patria dopo l’indipendenza delle ex colonie africane) il suo ultimo romanzo, è uscito in Italia alla fine dello scorso luglio, Eliete. La vita normale (tradotto da Daniele Petruccioli ed edito da Voland).

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Pésimo servicio, l’arte ribelle di Valparaíso

«L’idea di affittare uno spazio comune e di lavorare insieme era nata già prima che cominciassero le proteste, quando è cominciato l’Estallido Social, ci siamo detti: aspettiamo che la situazione si calmi e formiamo una cooperativa o iniziamo subito come collettivo e poi si vedrà in futuro cosa diventare?» Siamo partiti e ci siamo ritrovati immediatamente parte integrante delle manifestazioni». Iñaki de Rementería, insieme a Camila Fuenzalida, Pablo Suazo, Danila Ilabaca, Rodolfo Muñoz, Paula López e Gabriel Vilches hanno così dato vita a Pésimo Servicio.

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Vite senza radici ai due lati delle Ande

Alejandra Costamagna – foto di Gonzalo Donoso

Considerata una delle più importanti voci latinoamericane della letteratura contemporanea, Alejandra Costamagna è tornata a fine maggio nelle librerie italiane con Il Sistema del Tatto, edito da Edicola Ediciones, (traduzione di Maria Nicola), casa editrice che si divide tra Ortona e Santiago del Cile e che aveva già pubblicato la scrittrice cilena nel 2016 con la raccolta di racconti C’era una volta un passero. Abbiamo contattato e intervistato Alejandra Costamagna per parlare con lei del suo ultimo romanzo, una storia famigliare che coinvolge la stessa autrice, la situazione politica e l’emergenza sanitaria in Cile dovuta al Coronavirus.

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