Dall’altra parte del mondo

Era considerata la nuova mecca della felicità, ci andavano a vivere sempre più persone, italiani compresi, residenti da tempo a Lisbona, stufi e frustrati dalla capitale lusitana, diventata impossibile negli ultimi anni per chi non guadagnava abbastanza a causa dei continui rincari degli affitti, oramai eccessivi e folli. Il nuovo rifugio si trovava ora dall’altra parte del fiume, l’altra sponda del Tejo la si raggiungeva passando per il Ponte 25 de Abril, in macchina, in bus, oppure salpando sul cacilheiro dalla stazione fluviale di Cais do Sodré, ogni dieci minuti era possibile salire su un’imbarcazione con destinazione Cacilhas, quartiere di Almada, un quarto d’ora scarso di navigazione e si arrivava in questo splendido porticciolo, delimitato a nord dal fiume e a ovest dall’Oceano Atlantico.

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Pura Poesia

Al sesto squillo del campanello ci affacciammo alla finestra del salotto, dal terzo piano vedevamo con facilità chi fosse in strada davanti al portone del palazzo, centottanta secondi dopo era in casa nostra a fumarne una, la rullò in tempi record, “fa troppo ridere come le chiamano qui, galinhas, vi rendete conto? Galinhas!”, e a raccontarci che non era andato a Milano da suoi genitori perché non ne aveva avuto voglia, non era in buoni rapporti con loro. Questa era una parte di verità, l’altra è che si ritrovava sempre a corto di denaro, il suo stipendio, poco meno di mille euro mensili che percepiva come i suoi colleghi italiani assunti in uno dei tanti call center presenti in città, lo sperperava in divertimenti e vizi vari e l’acquisto di un biglietto low cost andata e ritorno non rientrava tra le sue priorità.

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Pésimo servicio, l’arte ribelle di Valparaíso

«L’idea di affittare uno spazio comune e di lavorare insieme era nata già prima che cominciassero le proteste, quando è cominciato l’Estallido Social, ci siamo detti: aspettiamo che la situazione si calmi e formiamo una cooperativa o iniziamo subito come collettivo e poi si vedrà in futuro cosa diventare?» Siamo partiti e ci siamo ritrovati immediatamente parte integrante delle manifestazioni». Iñaki de Rementería, insieme a Camila Fuenzalida, Pablo Suazo, Danila Ilabaca, Rodolfo Muñoz, Paula López e Gabriel Vilches hanno così dato vita a Pésimo Servicio.

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Vite senza radici ai due lati delle Ande

Alejandra Costamagna – foto di Gonzalo Donoso

Considerata una delle più importanti voci latinoamericane della letteratura contemporanea, Alejandra Costamagna è tornata a fine maggio nelle librerie italiane con Il Sistema del Tatto, edito da Edicola Ediciones, (traduzione di Maria Nicola), casa editrice che si divide tra Ortona e Santiago del Cile e che aveva già pubblicato la scrittrice cilena nel 2016 con la raccolta di racconti C’era una volta un passero. Abbiamo contattato e intervistato Alejandra Costamagna per parlare con lei del suo ultimo romanzo, una storia famigliare che coinvolge la stessa autrice, la situazione politica e l’emergenza sanitaria in Cile dovuta al Coronavirus.

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Lisbona, una capitale in crisi di identità

Nella foto Rita Silva al centro insieme ad altre attiviste di Habita

Almeno 100 mila nuovi appartamenti in tutto il Portogallo di proprietà dello stato da affittare alle famiglie meno abbienti a prezzi accessibili, tra i 150 euro e i 500 euro mensili. È stato uno dei punti programmatici della campagna elettorale del BE (Bloco de esquerda) partito che domenica scorsa 6 ottobre, si è riconfermato terza forza del paese con il 9,67% dei voti. Il Be ha dichiarato di essere disponibile a ripetere l’esperienza della scorsa legislatura, la cosiddetta Geringonça, l’accordo programmatico che ha visto al governo il Partito Socialista (vincitore di queste ultime elezioni ma senza avere la maggioranza minima dei seggi per governare da solo) con l’appoggio esterno dei comunisti e del Bloco. Non sappiamo ancora se questa formula si ripeterà anche nei prossimi anni, quello che invece è certo è la “questione abitativa”, diventato un vero problema per molto famiglie, soprattutto nella capitale portoghese.

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