Pantani dopo Pantani. Storia e leggenda di un dio terrestre

«Io non mi riconosco nelle due fazioni, quella dell’angelo e quella del diavolo. Troppo estreme, in un certo senso troppo comode. Mi riconosco in un libro: Pantani era un dio». (Gianni Mura, giornalista e scrittore).

Quattordici anni fa, nel giorno di San Valentino, nel giorno degli innamorati, se ne andava un amore sportivo e smisurato per tutti gli appassionati di ciclismo e di sport, moriva Marco Pantani. Soprannominato “il Pirata”, bandana colorata sul capo e orecchino, è stato l’ultimo dei ciclisti, nel 1998 (dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain), ad aver realizzato l’accoppiata Giro-Tour, la vittoria al Giro d’Italia e al Tour de France nello stesso anno.

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Alfonsina Strada, la ciclista che salvò il Giro d’Italia

È stata la prima e unica donna che abbia partecipato al Giro d’Italia maschile. Anno 1924: Alfonsina Morini, poi Alfonsina Strada dopo il matrimonio con Luigi Strada. Nasce il 16 marzo del 1891 a Riolo di Castelfranco Emilia, da una famiglia povera e numerosa. A dieci anni scopre la bicicletta: una vecchia bici portata in casa dal padre qualche tempo prima. Sarà amore a prima vista. Negli anni successivi riesce ad allenarsi con regolarità correndo sulla via Emilia e ogni domenica gareggia con altre donne: in breve tempo arriva ad essere considerata la miglior ciclista italiana.

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Rui Sousa, il campione senza vittorie più amato dai portoghesi

Foto di Luca Onesti tratta da C’era una Volta in Portogallo

Ci sono atleti che inseguono una vittoria durante tutta la loro carriera, senza mai riuscirci. Magari ci arrivano vicino, ma quella vittoria che sognano fin da bambini gli sfugge di mano per un soffio. L’emblema di questo prototipo di campione senza vittoria nel ciclismo è Rui Miguel Sousa Barbosa, chiamato dai cronisti sportivi semplicemente Rui Sousa.

Il ciclista lusitano, conosciuto in patria e praticamente sconosciuto fuori dai confini nazionali, è andato tante volte vicino alla vittoria finale della Volta a Portugal, la maggior competizione ciclistica a tappe portoghese che si svolge generalmente tra la fine di luglio e la prima settimana di agosto.

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40 anni dopo torna in Portogallo, la storia del fotografo toscano Stefano Pacini

La prima volta fu nel 1975, la seconda quasi quarant’anni dopo, nel 2014. Stefano Pacini, fotografo toscano, ha fotografato la rivoluzione dei garofani in Portogallo, il movimento rivoluzionario e creativo degli anni ’70, le strade di Genova 2001, i campi Rom e la distruzione bellica della ex Jugoslavia. La sua opera fotografica è stata esposta a Cuba, in Bosnia e in Portogallo. Il suo ultimo libro è Noi sogniamo il mondo. Abbiamo incontrato e intervistato Stefano Pacini.

A revolução está na rua è una mostra itinerante delle tue foto che dallo scorso anno, dopo l’esordio a Lisbona, ancora oggi gira per diverse città del Portogallo.

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La Volta a Portugal presentata da il direttore Joaquim Gomes

Nato a Lisbona nel 1965, l’attuale direttore tecnico della Volta a Portugal ha iniziato a correre nel 1986 per la squadra dello Sporting di Lisbona insieme ai ciclisti portoghesi più forti dell’epoca, Marco Chagas e Alexandre Ruas tra gli altri, e ha vinto due edizioni della Volta, sfiorando la vittoria in diverse altre edizioni. Sin da giovanissimo ha legato la sua fama ad una delle salite mitiche della Volta, la scalata ad Alto da Torre, il punto più alto del Portogallo continentale, dove ha vinto ma ha anche vissuto dei momenti molto difficili. Terminata la carriera di ciclista, nel 2002, è divenuto direttore della più importante competizione a tappe portoghese. Continua a leggere “La Volta a Portugal presentata da il direttore Joaquim Gomes”